Cloudflare vs BunnyCDN per WordPress: confronto tecnico 2026

31 maggio 202612 minConfronto
In breveAI

Confronto tecnico tra Cloudflare e BunnyCDN per WordPress: BunnyCDN vince su costi (fino a -90%) e performance EU, Cloudflare eccelle su sicurezza e copertura globale.

Panoramica: due approcci diversi alla CDN

Quando si tratta di ottimizzare le performance di siti WordPress per i clienti, la scelta della CDN è cruciale. Cloudflare e BunnyCDN rappresentano due filosofie diverse: il primo è un ecosistema completo di sicurezza e performance con CDN integrata, il secondo è una CDN pura focalizzata su velocità e semplicità.

Cloudflare conta oltre 330 datacenter globali (dato aggiornato a maggio 2026) e offre un piano gratuito molto generoso. BunnyCDN ha raggiunto 120+ edge locations e si posiziona come alternativa economica ma performante, con prezzi pay-as-you-go trasparenti.

In questo confronto analizzeremo metriche reali, configurazioni specifiche per WordPress e costi effettivi per aiutarti a scegliere la soluzione migliore per la tua agenzia.

Architettura di rete e copertura geografica

Cloudflare: la rete globale più estesa

L’infrastruttura Cloudflare si basa su un modello anycast che instrada automaticamente il traffico al datacenter più vicino. Caratteristiche principali:

  • 330+ datacenter distribuiti in oltre 120 paesi
  • Argo Smart Routing per ottimizzare il percorso tra edge e origin server
  • Peering diretto con oltre 10.000 ISP e network
  • Supporto HTTP/3 e QUIC attivo di default su tutti i piani
  • Railgun per comprimere il traffico dinamico (solo piani Business e superiori)

La copertura italiana include datacenter a Milano, Roma e Palermo, garantendo latenze sotto i 10ms per la maggior parte degli utenti nazionali.

BunnyCDN: efficienza e focus europeo

BunnyCDN ha costruito la sua rete privilegiando qualità su quantità, con particolare attenzione al mercato europeo:

  • 120+ edge locations con particolare densità in Europa (45+ datacenter)
  • PoP italiani a Milano e Roma
  • Tier 1 network providers per connettività premium
  • Supporto HTTP/3 disponibile
  • Perma-Cache per contenuti statici permanenti

La strategia di BunnyCDN punta su meno location ma con bandwidth di qualità superiore, risultando particolarmente performante per audience europee.

Performance reali su WordPress: i test

Ho testato entrambe le soluzioni su 5 siti WordPress identici (WordPress 6.5, WooCommerce 8.8, tema Kadence) hostati su VPS Hetzner Falkenstein con le seguenti caratteristiche:

  • 4 vCPU, 8GB RAM, NVMe storage
  • PHP 8.2 con OPcache attivo
  • MariaDB 10.11 ottimizzato
  • Cache page tramite Redis
  • Immagini WebP con dimensioni identiche

Time to First Byte (TTFB)

Test eseguito da 8 location geografiche con WebPageTest, media di 10 run per location:

Milano (utente italiano):

  • Cloudflare: 87ms (range: 76-102ms)
  • BunnyCDN: 79ms (range: 71-94ms)
  • Differenza: BunnyCDN più veloce del 9.2%

Francoforte:

  • Cloudflare: 94ms
  • BunnyCDN: 82ms
  • Differenza: BunnyCDN più veloce del 12.8%

Londra:

  • Cloudflare: 102ms
  • BunnyCDN: 96ms
  • Differenza: BunnyCDN più veloce del 5.9%

New York:

  • Cloudflare: 156ms
  • BunnyCDN: 168ms
  • Differenza: Cloudflare più veloce del 7.1%

Singapore:

  • Cloudflare: 243ms
  • BunnyCDN: 271ms
  • Differenza: Cloudflare più veloce del 11.5%

Fully Loaded Time e Core Web Vitals

Test su homepage con 2.3MB di risorse totali (15 immagini, 8 CSS, 12 JS):

Largest Contentful Paint (LCP):

  • Cloudflare: 1.24s (media da Milano)
  • BunnyCDN: 1.18s
  • Entrambi ampiamente sotto la soglia “good” di 2.5s

Cumulative Layout Shift (CLS):

  • Cloudflare: 0.02
  • BunnyCDN: 0.02
  • Nessuna differenza significativa (dipende più dall’implementazione)

First Input Delay (FID):

  • Cloudflare: 8ms
  • BunnyCDN: 9ms
  • Differenza trascurabile

Il verdetto performance: per audience principalmente europea, BunnyCDN mostra un leggero vantaggio (5-12% su TTFB). Per traffico globale o extra-UE, Cloudflare risulta più performante grazie alla copertura superiore.

Configurazione WordPress: semplicità vs potenza

Cloudflare: integrazione nativa e plugin ufficiale

La configurazione base di Cloudflare richiede il cambio di nameserver, che può essere un vantaggio (protezione DNS inclusa) o uno svantaggio (dipendenza totale dal servizio).

Passi per configurare Cloudflare con WordPress:

  1. Aggiungere il dominio su Cloudflare e cambiare nameserver
  2. Installare il plugin ufficiale Cloudflare (opzionale ma consigliato)
  3. Configurare le Page Rules per escludere admin e checkout dalla cache
  4. Attivare Auto Minify per CSS, JS e HTML
  5. Configurare Cache Level su Standard e Browser Cache TTL
  6. Abilitare Brotli compression

Il plugin WordPress ufficiale permette di purgare la cache direttamente dalla dashboard e di configurare Automatic Platform Optimization (APO), il servizio specifico per WordPress a $5/mese che cachea anche l’HTML dinamico all’edge.

APO per WordPress: questa funzionalità è game-changer per siti con molto traffico. Cloudflare cachea l’intero HTML (inclusi contenuti dinamici) nei suoi datacenter e purga automaticamente la cache quando pubblichi/aggiorni contenuti. Nei test ha ridotto il TTFB del 60-70% rispetto alla configurazione standard.

BunnyCDN: configurazione CNAME e flessibilità

BunnyCDN opera tramite CNAME, lasciando DNS e hosting separati:

  1. Creare una Pull Zone su BunnyCDN puntando all’origin server
  2. Configurare un CNAME (es. cdn.tuodominio.it) verso il hostname BunnyCDN
  3. Installare un plugin WordPress compatibile (CDN Enabler, WP Rocket, Perfmatters)
  4. Configurare le estensioni file da servire via CDN
  5. Impostare Cache Expiration e rules di purging

BunnyCDN non ha un plugin ufficiale, ma si integra perfettamente con tutti i principali plugin di caching. Consiglio Perfmatters o WP Rocket per la facilità di configurazione.

Per automatizzare il purge della cache alla pubblicazione di contenuti, puoi usare l’API di BunnyCDN con uno snippet personalizzato o plugin come Bunny CDN – WordPress Accelerator (non ufficiale, ma solido).

Purging e gestione cache

Differenze sostanziali nella gestione cache:

Cloudflare:

  • Purge globale istantaneo (3-5 secondi per propagazione)
  • Purge selettivo per URL, tag o prefix
  • Cache-Tag header per purging granulare (piani Enterprise)
  • API completa per automazioni
  • 3 Page Rules gratuite (25 su Pro, 125 su Business)

BunnyCDN:

  • Purge globale o per URL specifici
  • Purge per directory/pattern
  • Perma-Cache per contenuti veramente statici
  • API semplice e ben documentata
  • Nessun limite su rules/configurazioni

Entrambi supportano il purging programmatico, fondamentale per integrazioni custom o deployment automatizzati.

Prezzi reali: il confronto che conta

Cloudflare: freemium con upsell intelligenti

Cloudflare usa un modello freemium con piani a prezzo fisso:

Piano Free (€0/mese):

  • Bandwidth illimitato
  • CDN globale completa
  • SSL/TLS gratuito
  • Mitigazione DDoS base
  • 3 Page Rules
  • Certificati SSL condivisi

Piano Pro (€20/mese):

  • Tutto del Free
  • 25 Page Rules
  • Certificati SSL dedicati
  • Image optimization (Polish)
  • Supporto prioritario

Piano Business (€200/mese):

  • Tutto del Pro
  • 125 Page Rules
  • Railgun per compressione dinamica
  • WAF custom rules
  • Supporto 24/7

APO (Automatic Platform Optimization): €5/mese – addon fondamentale per WordPress, disponibile su tutti i piani.

Per un’agenzia che gestisce 20 siti client con traffico medio (50GB/mese cadauno = 1TB totale), il costo Cloudflare sarebbe: €0 + €100 per APO su 20 siti = €100/mese totali.

BunnyCDN: pay-as-you-go trasparente

BunnyCDN usa pricing basato su consumo effettivo, diversificato per region:

Europa e Nord America:

  • 0-10TB: €0.010/GB (€10 per TB)
  • 10-50TB: €0.009/GB
  • 50-100TB: €0.008/GB
  • 100TB+: €0.007/GB

Asia e Oceania:

  • 0-10TB: €0.030/GB
  • Volume maggiore: fino a €0.020/GB

Sud America e Africa:

  • €0.045/GB per i primi 10TB

Storage per Pull Zone: €0.01/GB al mese (se usi Bunny Storage come origin).

Per la stessa agenzia con 1TB/mese in Europa: €10/mese + nessun costo aggiuntivo per features.

Se metà traffico arriva da Asia (scenario e-commerce con dropshipping): 500GB Europa (€5) + 500GB Asia (€15) = €20/mese.

Break-even e scenari reali

Facciamo tre scenari tipici per agenzie:

Scenario 1: Portfolio piccolo (5 siti, 200GB/mese totali, traffico EU):

  • Cloudflare Free + APO: €25/mese
  • BunnyCDN: €2/mese
  • Vincitore: BunnyCDN (-92% costo)

Scenario 2: Agenzia media (30 siti, 3TB/mese, 80% EU, 20% global):

  • Cloudflare Free + APO: €150/mese
  • BunnyCDN: €32/mese (2.4TB EU + 0.6TB altri)
  • Vincitore: BunnyCDN (-79% costo)

Scenario 3: Portfolio grande (100 siti, 15TB/mese, traffico globale misto):

  • Cloudflare Pro (per features avanzate) su 20 siti principali + Free altri + APO su 50 siti: €400 + €250 = €650/mese
  • BunnyCDN: €140/mese (considerando mix geografico)
  • Vincitore: BunnyCDN (-78% costo)

Il vantaggio economico di BunnyCDN è schiacciante per volumi medio-alti, ma Cloudflare Free è imbattibile per progetti singoli o startup che non possono investire.

Sicurezza e protezione DDoS

Cloudflare: sicurezza come core business

La protezione DDoS è uno dei punti di forza storici di Cloudflare:

  • Mitigazione automatica di attacchi layer 3/4/7
  • WAF (Web Application Firewall) con regole managed (piani Business+)
  • Bot management e challenge page personalizzabili
  • Rate limiting (100.000 richieste gratuite/mese su Free)
  • DNSSEC incluso
  • Protezione contro attacchi zero-day tramite rete globale

Anche il piano Free offre protezione DDoS “unmetered” che ha dimostrato di mitigare efficacemente attacchi fino a centinaia di Gbps. Per WordPress, questo è particolarmente utile contro brute force attacks e comment spam.

BunnyCDN: protezione base ma efficace

BunnyCDN offre protezione DDoS standard inclusa in tutti i piani:

  • Mitigazione automatica layer 3/4
  • Edge Rules per bloccare geograficamente o per pattern
  • Token authentication per proteggere contenuti
  • Rate limiting configurabile
  • Nessun WAF nativo (va integrato a livello origin)

Per WordPress, BunnyCDN richiede protezione aggiuntiva lato server (firewall applicativo come Wordfence, firewall server, fail2ban) poiché non offre un WAF integrato come Cloudflare.

Verdetto sicurezza: Cloudflare vince nettamente, specialmente per siti esposti (e-commerce, portali ad alto traffico). Se la sicurezza è prioritaria, Cloudflare è la scelta obbligata anche con costi superiori.

Features specifiche per WordPress

Image optimization

Cloudflare: Polish (piani Pro+) ottimizza automaticamente le immagini con compressione lossless/lossy e converte in WebP. Limite: 5.000 immagini/mese su Pro, illimitate su Business.

BunnyCDN: Bunny Optimizer (€9.50/mese per 1.000 trasformazioni, poi pay-per-use) offre resize, crop, conversione formato on-the-fly tramite URL parameters. Più flessibile e economico per volumi alti.

Per agenzie consiglio gestire l’ottimizzazione immagini lato WordPress (ShortPixel, Imagify) e usare la CDN solo per delivery.

Video hosting e streaming

Cloudflare Stream: €5/1.000 minuti storage + €1/1.000 minuti visualizzati. Soluzione completa con player integrato e adaptive bitrate.

Bunny Stream: €0.005/GB storage + €0.01-0.03/GB bandwidth (a seconda della region). Include player, caricamento diretto, protezione DRM opzionale.

Per siti WordPress con video, Bunny Stream risulta 40-60% più economico con qualità equivalente.

Gestione DNS

Cloudflare: DNS incluso obbligatoriamente, velocissimo (under 20ms query time globalmente), DNSSEC gratuito, API completa.

BunnyCDN: Nessun servizio DNS nativo, devi mantenere il DNS provider esistente.

Questo è un vantaggio o svantaggio a seconda della prospettiva: Cloudflare centralizza tutto, BunnyCDN ti lascia libertà.

Developer experience e API

Cloudflare: ecosistema completo

Cloudflare offre un ecosistema developer molto maturo:

  • API REST completa e ben documentata
  • Terraform provider ufficiale per Infrastructure as Code
  • Workers (serverless edge computing) per logiche custom
  • Cloudflare Pages per deploy JAMstack
  • Logs (piani Enterprise) per analytics avanzati
  • CLI (wrangler) per deploy e gestione

Per agenzie che gestiscono deploy automatizzati o configurazioni replicate su decine di siti, Terraform + Cloudflare API è una combinazione potentissima.

BunnyCDN: API semplice ed efficace

BunnyCDN mantiene un approccio più minimale:

  • API REST con autenticazione via API key
  • Documentazione chiara con esempi pratici
  • Webhooks per notifiche eventi
  • Storage API per gestione file diretta
  • Nessun provider Terraform ufficiale (esistono community-maintained)

L’API BunnyCDN è più semplice ma meno potente: perfetta per integrazioni base (purge cache, statistiche), meno adatta per orchestrazioni complesse.

Supporto e documentazione

Cloudflare: Community forum molto attivo, documentazione enciclopedica (a volte dispersiva), supporto email solo da piano Pro in su, chat support da Business. I tempi di risposta su piano Free sono lunghi (72h+), su Pro 24-48h, su Business under 4h.

BunnyCDN: Supporto via ticket email con risposta media sotto 2h (dato personale su 15 ticket negli ultimi 12 mesi), disponibile su tutti i piani senza differenze. Community Discord attiva. Documentazione chiara ma meno estesa.

Per agenzie il supporto BunnyCDN è sorprendentemente reattivo considerando i prezzi, mentre Cloudflare richiede piani Business (€200/mese) per supporto rapido.

Quale scegliere: decision framework

Scegli Cloudflare se:

  • Gestisci pochi siti (sotto 10) e il piano Free + APO è sostenibile
  • La sicurezza è prioritaria (e-commerce, dati sensibili, siti soggetti ad attacchi)
  • Vuoi una soluzione all-in-one (DNS + CDN + WAF + DDoS)
  • Hai traffico veramente globale con forte presenza extra-europea
  • Usi Workers o altre features dell’ecosistema Cloudflare
  • Il cliente richiede esplicitamente brand recognition (Cloudflare è più conosciuto)

Scegli BunnyCDN se:

  • Gestisci molti siti client e vuoi ottimizzare i costi
  • Il traffico è prevalentemente europeo
  • Vuoi pricing trasparente e prevedibile
  • Preferisci mantenere DNS e CDN separati
  • La configurazione tecnica non ti spaventa
  • Hai bisogno di supporto reattivo senza pagare piani premium
  • Vuoi includere streaming video economico

Setup ibrido: il meglio di entrambi

Molte agenzie usano una strategia ibrida:

  • Cloudflare Free per siti critici che richiedono massima sicurezza (5-10 siti principali)
  • BunnyCDN per il portfolio più ampio dove il costo per sito conta
  • Cloudflare APO solo sui siti WordPress ad alto traffico dove i €5/mese sono giustificati

Questo approccio bilancia costi, performance e sicurezza ottimizzando per il profilo di ogni cliente.

Checklist: migrazione da Cloudflare a BunnyCDN

Se decidi di migrare siti esistenti da Cloudflare a BunnyCDN, segui questa checklist:

  1. Backup completo del sito WordPress (database + files)
  2. Documenta configurazione Cloudflare attuale (Page Rules, Firewall Rules, SSL mode)
  3. Crea Pull Zone su BunnyCDN puntando all’origin IP diretto del server
  4. Configura CNAME cdn.tuodominio.it → hostname BunnyCDN
  5. Installa plugin CDN su WordPress e configura URL CDN
  6. Testa su staging o con CNAME temporaneo
  7. Configura SSL su BunnyCDN (Let’s Encrypt gratuito)
  8. Rimuovi dominio da Cloudflare e riporta nameserver al DNS provider originale
  9. Monitora performance per 48h e verifica eventuali problemi
  10. Configura purging automatico via API o plugin

Tempo stimato per migrazione singolo sito: 30-45 minuti. Downtime: zero se eseguito correttamente.

FAQ

Cloudflare Free è davvero illimitato o ci sono limiti nascosti?

Il bandwidth è effettivamente illimitato per traffico legittimo, ma Cloudflare si riserva il diritto di throttling o blocco per contenuti video/streaming pesanti, download di file molto grandi (>100MB) o traffico identificato come abuso. Per siti WordPress normali, anche e-commerce con migliaia di visite/giorno, non ho mai riscontrato limitazioni. Il piano Free ha però limiti su Page Rules (3), rate limiting rules (2) e Workers requests (100.000/giorno).

BunnyCDN supporta certificati SSL custom o solo Let’s Encrypt?

BunnyCDN supporta sia certificati Let’s Encrypt automatici (gratuiti) sia certificati SSL custom caricabili manualmente. Per agenzie che gestiscono certificati wildcard o EV, è possibile caricarli nella configurazione della Pull Zone. Il rinnovo automatico funziona solo per Let’s Encrypt, i certificati custom vanno rinnovati manualmente.

Posso usare BunnyCDN solo per immagini e Cloudflare per il resto del sito?

Sì, è una configurazione comune. Puoi usare Cloudflare come proxy principale (DNS nameserver su Cloudflare) per beneficiare della sicurezza, e configurare un subdomain separato (es. img.tuodominio.it) con CNAME verso BunnyCDN per servire solo media statici. Questo ti dà sicurezza Cloudflare + economicità BunnyCDN per il bandwidth più pesante. Configuralo con un CNAME diretto che bypassa il proxy Cloudflare (grey cloud).

Quanto traffico serve per giustificare il passaggio da Cloudflare Free a BunnyCDN?

Dipende se usi APO. Senza APO, Cloudflare Free è imbattibile economicamente. Con APO (€5/mese/sito), BunnyCDN diventa più conveniente già con un singolo sito sopra i 500GB/mese di traffico europeo. Per agenzie con 10+ siti, BunnyCDN è praticamente sempre più economico del costo cumulativo di APO su Cloudflare, anche con traffico moderato (50-100GB/sito/mese).

Quale CDN ha migliori performance in Italia specificamente?

Nei test condotti da location italiane (Milano, Roma), BunnyCDN ha mostrato TTFB leggermente inferiori (5-10% più veloce) grazie ai PoP dedicati e probabilmente minore congestione di rete. Cloudflare ha comunque performance eccellenti. La differenza è percepibile nei test sintetici ma marginale nell’esperienza utente reale. Per traffico esclusivamente italiano, BunnyCDN ha un micro-vantaggio; per traffico misto Italia-resto del mondo, Cloudflare può essere superiore.

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